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TBILISI

Tbilisi è la capitale della Georgia e vanta più di un milione di abitanti. Il suo nome in georgiano significa “sorgente calda”. Tbilisi sorge, infatti, sulle rive del fiume Kura, uno dei più importanti fiumi della Georgia. Il Kura nasce sul Caucaso e sfocia nel Mar Caspio. Il termine Kura deriva dal persiano e fu utilizzato successivamente anche dai russi e dal resto dell’Europa. In realtà la denominazione georgiana è Mtkvari che significa “il fiume lento”.
Tbilisi è stata fondata nel quinto secolo e la sua storia è sempre stata caratterizzata da numerosi conflitti per il suo dominio. Questo soprattutto per via della sua posizione geografica strategica. Infatti Tbilisi è considerata una porta tra Europa e Asia. Questo suo miscuglio di culture si evince da ogni angolo della città. Tbilisi offre ai turisti numerosi e interessanti luoghi.

Zminda Sameba
E’ la cattedrale principale della chiesa georgiana di Tbilisi. Il suo nome in georgiano significa “chiesa della Santissima Trinità”. La cattedrale sorge sulla collina di sant’Elia, sulla riva sinistra del fiume Kura. La cattedrale è composta dalla chiesa inferiore, dedicata all’annunciazione della Madonna e da una torre campanaria a parte. La cattedrale ha al suo interno ben tredici altari. La costruzione della nuova cattedrale fu pianificata nel Mille Novecento Ottantanove per celebrare i mille cinquecento anni dalla separazione della chiesa georgiana e i duemila anni dall’adozione del Cristianesimo come religione di stato. Fu indetto un concorso che vide vincitore il progetto di Arcil Mindiashvili. L’altezza della chiesa superiore è di sessantotto metri, la larghezza da oriente a occidente è di settantasette metri, mentre da Nord a Sud sessantacinque metri. La superficie totale è più di cinquemila metri quadrati. La cattedrale fu completata il ventitré novembre del Mille Novecento Novantacinque, grazie alle donazioni di privati cittadini e di illustri uomini d’affari. Tuttavia il primo servizio divino venne celebrato il venti cinque dicembre del Duemila Due. Fu consacrata nove anni dopo la posa della prima pietra nel giorno di San Giorgio, il patrono della Georgia.
La storia della costruzione della cattedrale è stata interessata da forti polemiche. Questo perché il luogo scelto per la costruzione della cattedrale era un cimitero armeno. Durante gli scavi per le fondamenta sono stati riesumati numerosi resti di corpi che non hanno poi ricevuto alcuna sepoltura. Questo comportamento è stato considerato privo di ogni rispetto tanto da suscitare l’indignazione della comunità armena in tutto il mondo.

Piazza della libertà
Piazza della libertà è la più importante piazza di Tbilisi, situata proprio in centro città. Su piazza della libertà di Tbilisi si affacciano gli edifici che ospitano gli organi amministrativi della città, la banca centrale georgiana e l’hotel Marriott. La piazza della libertà ha sempre svolto un ruolo centrale nella storia di Tbilisi. Negli anni tra il Mille Ottocento Quarantasette e il Mille Ottocento Cinquantuno, furono costruiti un teatro e un caravanserraglio. Il teatro, purtroppo, fu distrutto da un incendio nel Mille Ottocento Settantaquattro e dal allora non è stato più ricostruito. Durante il periodo sovietico assunse dapprima il nome di piazza Beria (dal nome del capo della polizia di Stalin) e successivamente fu chiamata piazza Lenin. Nel Mille Novecento Trentaquattro fu tolto il caravanserraglio e al suo posto venne impiantata una tribuna che doveva servire da piedistallo per una statua a Lenin. Tuttavia il progetto fu accantonato, la tribuna fu spostata, nel Mille Novecento Trentotto, nella parte settentrionale della piazza e infine, negli anni Cinquanta del Novecento, definitivamente tolta. Anche in epoca più recente, piazza della Libertà è stata spettatrice degli eventi più importanti della storia di Tbilisi. Dopo la caduta dell’Unione Sovietica ha visto le manifestazioni per l’indipendenza della Georgia e, negli anni Duemila, è stata teatro delle proteste durante la rivoluzione delle rose che ha portato al potere il presidente Shahaskvili. Nel Duemila Cinque si sono tenuti qui i festeggiamenti per i sessant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale. Alla cerimonia erano presenti oltre cento mila persone, tra cui il presidente statunitense George Bush. In questa piazza nel Duemila Sei è stato eretto il monumento alla libertà. Si tratta di una grandiosa statua di San Giorgio, il patrono della Georgia, opera dell’architetto Zurab Cereteli. Il San Giorgio può essere visto da ogni parte della città grazie alla sua altezza, circa trenta cinque metri, e alla copertura in oro. La statua è molto bella e ritrae San Giorgio a cavallo mentre con una lancia trafigge il drago. La statua fu inaugurata il giorno in cui si celebra il santo, ovvero il ventitré novembre.

La cattedrale della Dormizione di Sioni
La cattedrale di Sioni di Tbilisi è una delle chiese più antiche chiese del Paese. Il nome deriva dal monte Sion di Gerusalemme e dal fatto di essere stata consacrata alla Dormizione della Vergine Maria. Si trova nel centro storico di Tbilisi, sulle rive del Kura, il fiume che attraversa la capitale della Georgia. Fino alla costruzione della nuova cattedrale di Zminda Sameba, avvenuto nel Duemila Quattro, la cattedrale della Dormizione di Sioni era la sede del patriarca della chiesa georgiana. La fondazione della cattedrale è stata attribuita al re Vachtang Primo. E’ molto più probabile che il fautore della costruzione fu Guram Primo, che è stato qui sepolto. Dopo l’istituzione dell’emirato, la chiesa fu demolita dagli arabi. Nel Mille Cento Dodici Davide Quarto, dopo aver liberato Tbilisi dagli arabi, fece erigere una nuova cattedrale che non è mai stata sottoposta a lavori di restauro fino a dopo l’invasione di Gelal Ad-Dina e al terremoto del Mille Seicento Sessantotto. Nel settembre del Mille Settecento Novantacinque la cattedrale fu gravemente danneggiata dall’invasione del khan Aga-Mohammed. Vennero bruciati il coro e l’iconostasi e gli affreschi vennero ricoperti di fuliggine. La cattedrale venne restaurata nel Mille Ottocento Diciassette. Nella cattedrale sono sepolti alcuni gerarchi della chiesa georgiana.
Dopo i restauri compiuti tra il Mille Novecento Ottanta e il Mille Novecento Ottantatrè la cattedrale di Sioni ha mantenuto il suo aspetto medievale originario. Poco distanti dall’edificio principale della cattedrale si ergono due campanili, uno più antico a tre livelli, risalente al Quindicesimo secolo, distrutto dai persiani e ricostruito nel Ventesimo secolo, e un altro, più recente, costruito nel Mille Ottocento Dodici in tipico stile russo classicista.
L’interno della cattedrale custodisce gli affreschi del pittore russo Gagarin. La cattedrale di Sioni ospita, inoltre, una preziosa reliquia, l’antica croce di santa Nina.

 

Metekhi
La zona di Metekhi è una delle più suggestive della città di Tbilisi. Si tratta, infatti, di una roccia a strapiombo sul fiume Kura. Si pensa che il quartiere fosse già abitato sotto il regno del re Bachtang. Infatti il sovrano fece costruire qui il suo palazzo. L’edificio più interessante del Metekhi è la cattedrale costruita, sulla roccia, tra il Mille Duecento Settantotto e il Mille Duecento Ottantaquattro, durante il regno del re Demetrio Secondo. Nel Diciassettesimo secolo tutto il territorio attorno alla chiesa fu riconvertito in una fortezza militare, mentre sull’altra riva del fiume venne eretta una moschea. Nel Diciannovesimo secolo la fortezza fu trasformata in prigione. Tra il Mille Novecento Trentaquattro e il Mille Novecento Quarantadue il palazzo di Metekhi ha ospitato il museo d’arte georgiana. Nel Mille Novecento Sessantuno la piazza antistante la cattedrale fu abbellita con una splendida statua del re Bakhtang. Nel Mille Novecento Settantaquattro tutte le pareti divisorie interne furono demolite e l’edificio fu trasformato in un teatro sperimentale per giovani. Nel Mille Novecento Ottantotto la chiesa fu riaperta al culto.

La fortezza di Narikala
Narikala è il complesso fortificato della città di Tbilisi. Non si conosce l’anno esatto della fondazione della fortezza, ma si sa che già esisteva nel Quarto secolo e si chiamava Shuris-ziche. Durante il regno di Davide la fortezza venne rafforzata e ampliata. Tuttavia ha acquisito l’aspetto attuale nei secoli Diciassettesimo e Diciottessimo. Purtroppo il terremoto del Mille Ottocento Ventisette le ha inflitto dei danni irreversibili. Negli anni Novanta del Novecento sono stati fatti dei tentativi di restauro di Narikala; in particolare fu ricostruita la chiesa di San Nicola, che esisteva sul territorio della fortezza già nel Dodicesimo secolo.
La Prospettiva Rustaveli
E’ la via principale di Tbilisi. E’ dedicata al poeta georgiano medievale Shota Rustaveli. Attraversa Tbilisi per circa un chilometro e mezzo, da piazza della Libertà a piazza Rustaveli. Confina con il parco “9 aprile”. Fino al Mille Novecento Diciotto veniva chiamata prospettiva Golovinskij, in onore del generale russo Golovin. Il Ventisei marzo del Mille Novecento Diciotto nell’edificio Voronzovskij sulla prospettiva Rustaveli fu proclamata l’indipendenza della Georgia. Sulla prospettiva Rustaveli di Tbilisi sono avvenuti anche numerosi scontri e manifestazioni politiche, spesso sfociate nel sangue.
Il teatro dell’opera e del balletto Paliashvili
E’ il teatro principale, non solo della città di Tbilisi, ma di tutta la Georgia. Fu costruito nel Mille Ottocento Cinquantuno e il suo edificio si trova sulla prospettiva Rustaveli, la via principale cha attraversa Tbilisi. L’undici ottobre Mille Ottocento Settantaquattro un terribile incendio colpì il teatro dell’opera e del balletto. Andarono distrutti gli abiti di scena, gli strumenti musicali e anche la splendida biblioteca custodita all’interno dell’edificio del teatro. Per diverso tempo il teatro rimase chiuso. L’edificio fu riaperto soltanto nel Mille Ottocento Novantasei. Nel Mille Novecento Trentasette il teatro fu intitolato alla memoria di Zacharia Paliashvili, un illustre compositore georgiano che era morto quattro anni prima.

La Chiesa di Anciskati
La chiesa di Anciskati è anche detta chiesa della natività della Vergine Maria. E’ la più antica chiesa conservatasi fino ai giorni nostri a Tbilisi. Appartiene alla chiesa georgiana e risale al Sesto secolo. Secondo le antiche cronache georgiane, la chiesa di Anciskati fu costruita per volere del re ibero Daci Udzharmeli tra il Cinquecento Ventidue e il Cinquecento Trentaquattro circa. Il re Daci Udzharmeli è lo stesso che aveva scelto Tbilisi come capitale del suo regno. In origine la chiesa era stata consacrata alla Natività della Vergine Maria. Nel Mille Seicento Settantacinque la chiesa assunse il secondo nome, Anciskati appunto, in onore dell’icona del Salvatore che era stata qui portata dalla chiesa di Anciskati. Questo perché si voleva proteggere l’antichissima e preziosa icona dall’invasione ottomana. Quest’icona era stata realizzata dal gioielliere Beka Opisari nel Dodicesimo secolo ed era adornata da una splendida cornice in argento con inserti in oro. La chiesa fu distrutta e ricostruita diverse volte tra il Quindicesimo e il Diciassettesimo secolo a causa delle guerre con i persiani e i turchi. Il campanile in mattoni che sorge accanto alla chiesa fu fatto costruire dal patriarca Domenti nel Mille Seicento Settantacinque. La struttura della chiesa fu notevolmente modificata nel Mille Ottocento Settanta quando fu aggiunta la cupola. Durante il periodo sovietico la chiesa fu riconvertita in museo delle arti e dei mestieri. Tra il Mille Novecento Cinquantotto e il Mille Novecento Sessantaquattro furono avviati dei lavori di restauro che ridonarono alla chiesa il suo aspetto originario del Diciassettesimo secolo. Nel Mille Novecento Ottantanove la chiesa fu riaperta al culto.
La chiesa di Anciskati è composta da tre navate con un abside a forma di ferro di cavallo. In origine il materiale utilizzato per la sua costruzione era stato il tufo giallo; duranti i lavori di restauro, compiuti tra il Mille Novecento Cinquantotto e il Mille Novecento Sessantaquattro, fu utilizzato, invece, il mattone. L’edificio ha tre uscite sui tre lati della chiesa, ma ad oggi viene utilizzata solo l’uscita sul lato occidentale. Tutte le icone presenti all’interno della chiesa di Anciskati risalgono al Diciannovesimo secolo, tranne quella della pala dell’altare, commissionata dal patriarca Nikolos Sesto nel Mille Seicento Ottantatrè.

Il Pantheon di Mtazminda
Uno dei simboli della città di Tbilisi, più conosciuto al mondo è la collina di Mtazminda e l’ononoimo pantheon. Si erge sulla riva destra del fiume Kura, in centro a Tbilisi. La collina di Mtazminda domina la città dall’alto. Lungo il suo pendio si erge la chiesa di San Davide. Secondo la leggenda un eremita si era stabilito qui nel Sesto secolo. Nel Diciannovesimo secolo, al posto della cappella dell’eremita, fu costruita una chiesa in pietra. Attorno alla chiesa, dal Mille Novecento Ventinove sorge il Pantheon, dove sono sepolte le più importanti personalità georgiane (scrittori, studiosi, artisti ed eroi nazionali). Sulla sommità della collina si erge una torre televisiva alta circa duecento settantasette metri. La cima è raggiungibile con una funicolare, nella cui stazione di arrivo è presente anche un ristorante. Dalla terrazza panoramica si può godere di una splendida vista sulla città di Tbilisi.

Il Ponte della pace
Il ponte della pace a Tbilisi è un ponte pedonale lungo cento cinquantasei metri. Fu voluto dal presidente georgiano Mikhail Shahasvili all’indomani della guerra con l’Ossezia del Sud. La struttura è composta da un telaio in acciaio ricoperto di vetro. Poggia su quattro pilastri. Il ponte fu ufficialmente inaugurato il sei maggio del Duemila Dieci. Il progetto è opera dell’architetto italiano Michele De Lucchi che si è occupato anche della realizzazione della residenza del presidente Shahasvili e dell’edificio del ministero degli Interni.

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