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L'Anello d'Oro di Russia: città, curiosità e tour

VLADIMIR

 


La prima città che incontriamo nel nostro cammino attraverso l’Anello d’Oro è Vladimir. Attualmente la capitale dell’omonima oblast’ (regione, in russo), conta circa 350 mila abitanti ed è un importante centro industriale nel campo meccanico, automobilistico e chimico. Questa città vanta un passato glorioso che risale al XII secolo, periodo in cui è stata capitale del ben noto Principato di Vladimir e Suzdal, e, per breve periodo, anche capitale della Russia.
Oggigiorno sono poche le testimonianze dei secoli d’oro di Vladimir, in quanto la città è stata spesso oggetto d’assedio e molti monumenti sono stati distrutti, tra i quali anche il Cremlino. D’altro canto, concentrate nella centrale “Piazza delle Cattedrali” possiamo ammirare ciò che resta dei secoli d’oro di questa città: La cattedrale dell’Assunzione e La Cattedrale di San Demetrio, che, per prime in Russia, nel 1990 sono entrate nel patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco (quando l’URSS esisteva ancora!).

La Piazza delle Cattedrali in cui ci troviamo in questo momento è la piazza storica di Vladimir e prende il nome dalle due Cattedrali dell’Assunzioni e di San Demetrio. In epoca comunista, ed in particolare dal 1917 al 1991 questa piazza si chiamava Piazza della Libertà. Qui possiamo ammirare non solo le Cattedrali ma anche la Duma – il Consiglio regionale (edificio rosso), la Banca della città, e gli ex palazzi governativi della Provincia (la “Camera”, edificio tra una cattedrale e l’altra).
Sappiate che nel 1925, di fronte alla Banca, venne installata una statua di Lenin. Nulla di nuovo, se non fosse che venne installata proprio al posto della precedente statua dell’imperatore Alessandro II. 25 anni più tardi la statua venne modificata: prima, la figura di Lenin tendeva il braccio destro verso la Cattedrale dell’Assunzione; in seguito, gli venne abbassato il braccio.
In questa piazza notiamo anche altri due importanti monumenti: il primo, è il monumento dedicato agli 850 anni dalla Fondazione della città, inaugurato il 24 agosto 1958. Vi sono collocate tre statue di bronzo: un operaio dell’epoca moderna, un antico guerrieri e un architetto. Queste figure rappresentano il passato ed il presente della città. L’antico guerriero è rivolto verso la Porta d’Oro, l’architetto verso le Cattedrali e l’operaio verso est – ovvero verso la zona industriale della città.
Tra il popolo questa statua è conosciuta come “i tre scemi” (Tri duraka).
La seconda statua è dedicata ad Andrej Rublev, il più importante iconista russo, vissuto nel 15esimo secolo.

LA PORTA D’ORO
La Porta d’Oro si trova alle porte della città sulla via principale e ricorda molto un arco di trionfo. Altre strutture simili furono costruite precedentemente anche a Costantinopoli, Gerusalemme e Kiev (città importanti per l’Ortodossia). Questa porta fu costruita nel 1164 per volere di Andrej Bogoljubskij, per dare prestigio alla città, affiancandola alle grandi città sacre dell’Ortodossia. E’ alta una 15ina di metri, originariamente era rivestita con placche d’oro e costruita in pietra calcarea. Anche questo monumento sopravvisse miracolosamente al saccheggio tartaro che distrusse la città nel 1238.
Questa porta venne danneggiata alla fine del 700 a causa di un grave incendio, e subito l’Imperatrice Caterina II ne ordinò la restaurazione. Per rafforzarne la struttura infatti, furono aggiunte le due torri laterali.)

Prima di entrare nel merito storico-artistico dei due edifici principali, poniamo attenzione sulla storia della città, cercando di capire meglio a cosa è dovuta la sua importanza.
Vladimir è stata fondata nel 1108 da Vladimir Monomach (Vladimiro il Monomaco), per cui è una delle città più antiche di Russia (ma non la più antica!). Si trovava all’interno di un territorio situato nella parte settentrionale della Rus’ di Kiev, ovvero quello che oggi consideriamo la prima forma governativa organizzata della Russia, che aveva appunto centro politico a Kiev. La capitale di questo territorio all’epoca era Rostov Velikij (che visiteremo tra qualche giorno).
Per affermare i propri poteri, il Principe Vladimir spostò la capitale più a sud, a Suzdal, e fondò la città in cui ci troviamo dandole il proprio nome. Qualche anno più tardi, suo figlio Jurij Dolgorukij spostò la capitale proprio qui a Vladimir, nonostante le opposizioni dei boiari delle precedenti capitali.
Verso la metà del XII secolo, a causa delle continue invasioni da parte dei Tartari nelle zone meridionali della Rus’, gran parte della popolazione iniziò a spostarsi verso il Principato, che iniziò a svilupparsi sempre di più. È proprio in questo periodo infatti, con Jurij Dolgorukij, che nascono alcuni insediamenti nei territori circostanti a Vladimir quali Kostroma, Pereslavl, Dmitrov, Jurev Polskij e…Mosca! Proprio per questo motivo Jurij Dolgorukij veniva soprannominato “dalle braccia lunghe”, ad indicare la sua destrezza nello sviluppare i poteri del Principato. Dal momento in cui Vladimir prese il potere, iniziarono guerre per indebolire e sconfiggere Kiev.
Vladimir rimase centro politico e culturale fino al 1238, quando le Orde mongole di Batu Khan invasero la città radendola al suolo, e distruggendo anche i territori circostanti. A seguito di ciò, il territorio si sgretolò in tante piccole regioni e verso la fine del secolo, quasi tutte le città si erano indebolite ad eccezione di Mosca e Tver’.
La capitale venne infine spostata a Mosca nel 1321. Queste sono le ragioni storiche, anche se la leggenda lega lo spostamento ad altre motivazioni.

 

CATTEDRALE DELL’ASSUNZIONE O DELLA DORMIZIONE: 1158 – 1160

 


La Cattedrale dell’Assunzione venne costruita fra il 1158 e il 1160 sotto la volontà di Andrej Bogoljubskij, figlio di Jurij Dolgorukij. Venne consacrata alla Dormizione di Maria.
Vennero utilizzati materiali calcarei di ottima qualità e per la costruzione vennero chiamati maestri provenienti dalla Grecia e dalla Germania. Il Principe voleva che fosse più imponente della cattedrale di Santa Sofia a Novgorod (che visiteremo), ma soprattutto più grande ed importante della cattedrale di Santa Sofia di Kiev, in modo da dimostrare la supremazia di Vladimir su Kiev. Il primo edificio infatti era alto più di 30 metri, la facciata decorata con altorilievi, l’interno con pietre preziose, e la pavimentazione con piastrelle floreali.
Sfortunatamente, la cattedrale subì ingenti danni a seguito di un incendio avvenuto nel 1185 e il Principe decise approfittare dei lavori di riparazione per ampliarne maggiormente le dimensioni. La cattedrale venne innalzata ancora, aumentata la parte dell’altare, rafforzate le mura, aggiunte quattro cupole tutte ricoperte di una lamina dorata.
La cattedrale nel suo nuovo aspetto divenne dunque una delle più importanti e grandi del territorio russo, rimanendo per circa 400 anni prima in classifica in quanto a dimensioni: quasi 1200 metri quadrati di superficie!
Le due cattedrali (insieme a quella di San Demetrio), sopravvissero miracolosamente ai saccheggi tartari del 1238, motivo per cui le vediamo ancora qui nel loro splendore.
Una parte importante della cattedrale è la torre campanaria, più che riconoscibile nel complesso strutturale perché diversa dal punto di vista stilistico dal resto dell’edificio. Essa infatti venne donata dagli Zar nel 1810, in occasione dell’anniversario della città. La famiglia regnante decise di aggiungere questa torre combinando lo stile gotico e neoclassico, stili molto distanti dall’architettura originale. Il regalo non venne apprezzato, e alla popolazione non piacque mai il campanile, che sembra debba forzatamente richiamare lo stile reale.
Sempre nello stesso secolo e in quello successivo, iniziarono importanti lavori di “restauro”: vennero sì ripulite le cupole e le mura della cattedrale, ma anche ridipinti gli affreschi in stile barocco e installata una nuova iconostasi, che sostituiva quella antecedente proprio di Andrej Rublev, le cui icone vennero spostate alla Galleria Tretjakov di Mosca. Gli interni dunque non sono originali.
Pensate ancora che nel 1927 la cattedrale venne chiusa al culto, come tante altre durante il periodo sovietico, per poi essere eccezionalmente riaperta 17 anni più tardi, nel ’44, poiché il governo di Stalin aveva bisogno dell’appoggio della Chiesa Ortodossa russa durante gli anni della guerra contro la Germania nazista.

 

 

L'Icona Vladimirskaya

La cattedrale è anche legata ad una delle icone più venerate di Russia: la Madonna “Vladimirskaya” o icona Vladimirskaya (prende il nome proprio da questa città), conosciuta anche come Madonna della Tenerezza. Tradizione vuole che l’icona sia stata dipinta dall’apostolo Luca stesso, quando Maria era ancora in vita e che venne poi trasportata da Gerusalemme a Costantinopoli nella Chiesa dell’Eleousa (che significava Madre di Dio della tenerezza). In seguito fu donata dall’Imperatore di Costantinopoli a Vladimir Monomaco quando quest’ultimo era Gran Principe di Kiev, in occasione delle sue nozze con Olga, la figlia dell’Imperatore. Per questo l’icona venne a lungo conservata nella Cattedrale di Santa Sofia a Kiev, dove divenne famosa per i numerosi miracoli e dunque oggetto di pellegrinaggi dei fedeli.
Durante il regno di Andrej Bogoljubskij (nipote di Vladimir), si decise di trasportare l’icona verso Suzdal, che all’epoca era ancora la capitale, e la leggenda vuole che gli asini che trasportavano l’icona si fermarono proprio a Vladimir senza voler proseguire, gesto che venne interpretato dai fedeli e primo fra tutti da Andrej Bogoljubskij, come volontà della Santissima Vergine di fermarsi in quel luogo. L’icona venne dunque collocata nella Cattedrale della Dormizione e la capitale spostata a Vladimir. A seguito di ciò, Vladimir iniziò a popolarsi perché tanti fedeli si spostarono fino a qui per seguire la loro amata icona. In questo periodo, poi, l’icona divenne ancor più famosa per i suoi miracoli, uno dei quali fu quello di salvare la cattedrale dal famoso incendio del 1185, che come abbiamo già visto aveva distrutto numerosi edifici della città, a eccezione della cattedrale. L’icona rimase qui per circa due secoli.
Una cronaca racconta che nel 1395 Vladimir venne invasa dai Tartari e Tamerlano, l’imperatore di Samarcanda, minacciò l’intera Russia, preparandosi a marciare contro Mosca. Il principe di Mosca si trovò impreparato dal punto di vista militare e, sotto consiglio del Metropolita, chiese al Patriarca di Vladimir di “prestargli” l’icona affinché potesse salvare anche Mosca. Il viaggio dell’icona da Vladimir a Mosca durò 10 giorni e si racconta che i fedeli la seguirono in tutto il percorso proprio come una processione. Venne immediatamente portata nella Cattedrale dell’Assunzione del Cremlino di Mosca, dove per giorno e notte i fedeli pregarono perché la città si salvasse. E il miracolo si compì! Tamerlano, nel momento in cui era pronto ad avanzare contro Mosca, vide in sogno l’immagine della Santissima Vergine che gli intimò di abbandonare i territori russi.
Durante i festeggiamenti per la liberazione dal nemico, il patriarca di Vladimir si recò a Mosca per chiedere il ritorno dell’icona nella sua Cattedrale ma, ovviamente, il Principe di Mosca e gli abitanti della città non acconsentirono, in quanto videro il miracolo come un segno divino (l’icona doveva rimanere a Mosca). Sempre secondo la leggenda, per risolvere questa diatriba, il Metropolita di Mosca chiuse a chiave l’icona nella Cattedrale. Il giorno seguente miracolosamente trovarono due copie dell’icona e chiesero ai due Patriarchi di scegliere une delle due: quello di Mosca scelse la copia originale! La capitale dunque venne spostata a Mosca, e l’icona venne ufficialmente trasferita nella cattedrale dell’assunzione di Mosca, dove rimase fino al 1918 (prima di essere trasferita nella Galleria Tretjakov). Bisogna sottolineare che in effetti una copia venne ritrovata della famosissima Madonna della Tenerezza, e pare che sia stata dipinta proprio dal grande Rublev.
Perché “Madonna della Tenerezza”? Tre sono gli elementi di tenerezza che caratterizzano quest’immagine: il braccio del Bambino che cinge il collo della Madre, il piede che spinge sul ventre della Madre verso il suo viso e le due guance che si toccano. Oggigiorno è venerata in 3 giorni dell’anno (21 maggio, 23 giugno e 26 agosto) ed è considerata la protettrice del popolo russo.

 

 

CATTEDRALE DI SAN DEMETRIO
La Cattedrale di San Demetrio è stata costruita alla fine del 1100, non ci sono cronache che indichino con certezza una data. Ma poiché esistono alcuni documenti che certificano che nel 1197 un’icona rappresentate San Demetrio venne trasportata da Costantinopoli verso Vladimir, quest’ultima viene considerata la data ufficiale di costruzione.
Come si può notare, la struttura è molto diversa da quella della Cattedrale adiacente: presenta solo una cupola al posto di cinque e ricorda molto di più un battistero. In origine, era circondata da torri e gallerie e direttamente collegata al Palazzo governativo.
Tuttavia, rappresenta un vero e proprio capolavoro d’architettura, soprattutto per le sue dimensioni e forme dalle proporzioni perfette e per le sculture che decorano la facciata esterna, rigorosamente in pietra bianca. Le decorazioni passano dai numerosi santi, alle creature mitiche (ad esempio i grifoni) e personaggi pagani vissuti prima di Cristo, fino alle decorazioni floreali. La figura centrale è il re Davide con la chiave in mano. Dall’altro lato si trova anche l’“ascensione di Alessandro Magno”, cosa che può apparire bizzarra per una chiesa di culto cristiano, ma che si trova spesso in molte facciate occidentali. Questo testimonia quanto ancora a quest’epoca le caratteristiche dell’architettura religiosa russa non fossero sviluppate a pieno, ma che molto veniva riprodotto dal modello occidentale.
Nel 1919 la cattedrale venne chiusa al culto dai bolscevichi.
Dal 1999 al 2004 la cattedrale è stata chiusa per interventi di restauro sulle pareti esterne: è stata ripulita la facciata dall’intonaco aggiunto durante i secoli per riportare alla luce la pietra originale e per poterle applicare uno speciale rivestimento al fine di proteggere le pareti. In questa occasione, alla base della cattedrale sono state rinvenute delle croci incise nella pietra. Gli esperti hanno lanciato l’ipotesi che gli architetti della cattedrale, meravigliati dal capolavoro unico che avevano realizzato, avessero voluto lasciare una “firma” dell’opera compiuta. Siccome nella religione Ortodossa è vietato firmare le icone e le opere religiose (in quanto sono opere di Dio, che utilizza come strumento le mani umane per realizzare dei capolavori), non avrebbero potuto firmarsi altrimenti se non con delle incisioni nella facciata.



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